C’è una domanda che perseguita ogni imprenditore o consulente che si rispetti: “Ma se non mi definisco in modo chiaro, chi mi prende sul serio?”
È quella sensazione di dover per forza stare dentro una scatola. Ti senti un esperto, ma hai anche un lato creativo. Sei un tecnico, ma ami raccontare storie. Eppure, ti hanno insegnato che per essere credibile devi scegliere. Devi essere “rassicurante”.
Risultato? Finisci per presentarti come l’ennesimo “Coach”, “Consulente” o “Marketer”. Una parola uguale a mille altre. Una gabbia.
Prendi Brené Brown. Prima di dominare i palchi di tutto il mondo, era terrorizzata. Da una parte c’erano i dati, i titoli accademici, la ricerca pura.
Dall’altra c’era la sua capacità di scavare nelle emozioni e raccontare storie.
Voleva definirsi una ricercatrice, ma si sentiva fredda. Pensava di definirsi una narratrice, ma temeva di passare per una che non aveva sostanza.
Molti degli imprenditori che arrivano ai miei percorsi o al Power Summit vivono lo stesso stallo: pensano che l’umanità tolga autorevolezza. Che mostrare il “chi sei” sporchi il “cosa sai fare”.
La soluzione di Brené non è stata una via di mezzo, è stata un’integrazione. Si è definita una ricercatrice-narratrice.
In quel momento, il suo brand è decollato. Perché? Perché non ha semplificato se stessa per compiacere il mercato; ha dato un filo logico alla sua complessità.
Il Personal Branding non è sottrazione. È chiarezza. Non devi decidere cosa tagliare di te per sembrare professionale. Devi capire come unire i puntini della tua identità in modo che gli altri vedano un disegno sensato, non un ammasso di ruoli fotocopia.
Non restare fuori dalla stanza.
Power Summit non è per tutti: è il primo evento in Italia interamente dedicato al Personal Branding e abbiamo scelto di limitarlo a sole 100 persone per garantire un networking di altissimo livello.
Due giorni di alta formazione con me, Valeria Pirozzi, e un ospite che non ha bisogno di presentazioni: Paolo Borzacchiello.
16–17 Aprile 2026 Winter Garden, Grassobbio (BG)
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